A prima vista sembrano solo delle ciabatte colorate, buffe, spesso personalizzate con ciondoli e dettagli kitsch. Eppure le Crocs sono molto di più: sono un fenomeno globale che ha attraversato con nonchalance passerelle di moda, corsie d’ospedale e ora anche, nel bene e nel male, i corridoi delle scuole americane. Ma proprio qui, tra banchi e zaini, sta nascendo una nuova battaglia: è giusto vietare l’uso delle Crocs in aula?
Il caso: decine di scuole americane le vietano per motivi di sicurezza
In almeno 20 stati americani, decine di scuole hanno deciso di vietare l’uso delle Crocs in classe, dichiarandole pericolose. La motivazione? Potrebbero compromettere la sicurezza degli studenti in caso di emergenza. Il preside della Bessemer City High School in Alabama, Stoney Pritchett, è stato netto: “Sono effettivamente un rischio: possono causare distorsioni a ginocchia e caviglie, soprattutto nei corridoi affollati”.

Alcuni istituti hanno documentato un numero crescente di cadute, dovuto anche al fatto che molti studenti indossano le Crocs senza la cinghia posteriore che stabilizza il tallone. Altri presidi sottolineano che diventano una fonte di distrazione: gli alunni giocano con i ciondoli da collezione o addirittura si lanciano le scarpe tra compagni di classe.
Una storia controversa: dalle peggiori invenzioni al boom da 12 miliardi
Fin dal loro debutto nel 2002, le Crocs hanno diviso l’opinione pubblica. La rivista Time le ha inserite tra le 50 peggiori invenzioni della storia, mentre il mondo della moda le ha alternate a momenti di ripudio e riabilitazione, fino ad arrivare a collaborazioni con Balenciaga e Salehe Bembury.
Eppure, nonostante le critiche, le Crocs hanno conquistato un pubblico trasversale. Dal 2009 hanno generato oltre 12 miliardi di dollari di fatturato, diventando uno dei brand più riconoscibili e redditizi del settore calzaturiero. Merito della loro estetica anticonvenzionale? Anche, ma soprattutto della comodità assoluta.
Perché sono amate da medici, infermieri e chef
Chi trascorre molte ore in piedi, come infermieri, medici e chef, ha fatto delle Crocs un’alleata preziosa. Il motivo è semplice: la scarpa è leggerissima, traspirante, impermeabile, facile da pulire e ammortizzata, offrendo un comfort ineguagliabile. Il design con punta chiusa protegge il piede, mentre la suola antiscivolo garantisce sicurezza anche su pavimenti bagnati.
Per questo motivo, in tanti ospedali e cucine professionali le Crocs sono diventate parte integrante delle divise da lavoro. Alcuni modelli, come le Crocs Specialist o Bistro, sono pensati appositamente per ambienti professionali e certificati come DPI (dispositivi di protezione individuale).
La moda e la cultura pop: dalle passerelle ai meme
Negli ultimi anni, le Crocs sono state protagoniste di una sorprendente rinascita fashion. Collaborazioni con artisti e designer, colorazioni limited edition, edizioni platform e modelli con inserti in pelliccia le hanno rese di tendenza tra le nuove generazioni. Celebrità come Justin Bieber, Post Malone e Kendall Jenner ne hanno fatto un accessorio cult. E se da un lato sono oggetto di scherno online, dall’altro sono diventate un simbolo di individualismo e comfort radicale.
Tra comfort e regole scolastiche: chi ha ragione?
La polemica tra istituti scolastici e fan delle Crocs solleva un tema più ampio: come si concilia la libertà di espressione personale con le esigenze di sicurezza e disciplina scolastica? Le Crocs, in fondo, non sono solo scarpe: sono un modo per distinguersi, per rompere gli schemi, per dire “io sono diverso”.
Ma proprio questo elemento di “libertà estrema” potrebbe rappresentare un ostacolo nelle aule scolastiche, dove spesso si cercano uniformità, concentrazione e ordine. La verità forse sta nel mezzo: le Crocs non sono il nemico, ma vanno usate con consapevolezza, in contesti adeguati e con il rispetto delle regole condivise.
In attesa che le scuole trovino un equilibrio tra moda e sicurezza, le Crocs continuano il loro cammino tra love e hate, comode, irriverenti, e più che mai protagoniste del dibattito culturale contemporaneo.
