Un filo rosso intreccia passato e futuro, arte, bellezza e cura, Oriente e Occidente. È il cuore pulsante della nuova visione di HUI, che trasforma il gesto ancestrale dell’intreccio in un simbolo di connessione universale, con la speciale installazione che accoglie il pubblico della sfilata, dove antiche tecniche di ricamo rivivono attraverso il design contemporaneo.

Durante la performance alla Milano Fashion Week ‘Le Guardiane della Luce’, artigiane in abiti tradizionali, ricamano porcellane sotto gli occhi del pubblico, diventando custodi del tempo e della memoria. Chiunque può partecipare a questo rito collettivo, portando con sé un frammento dell’installazione o annodando un filo rosso, simbolo del destino, per lasciare un segno in questa narrazione senza confini, accompagnata dall’invito “Weave Your Light. Be Brave, Be Yourself”.

Il filo rosso che lega l’arte e la cura non finisce tra le mura di palazzo Clerici, ma continua con The Weaving of Light, progetto promosso dalla Fondazione HUI, un’esperienza intima e potente che va al di là della sfilata: LeSciure dell’associazione “Coltivare la Città“, un gruppo di donne che da trent’anni contribuiscono al benessere collettivo, e giovani cinesi, guidati dall’artista terapista cinese Yuan Yuan, hanno intrecciato infatti fili rossi su frammenti di ceramica, trasformando ogni frattura in un simbolo di speranza e resilienza, in un esperimento artistico collettivo che ha unito generazioni e culture diverse. L’exhibition del progetto è visitabile fino al 31 marzo presso lo showroom della maison in Via Tortona 14, Milano.

La collezione HUI Autunno-Inverno 2025-26
E’ dedicata alla luce anche la collezione HUI Autunno/Inverno 2025, che si ispira al mito dell’alba e del sole nascente per trasmettere un messaggio di rinnovamento, attraverso l’incontro tra la mitologia orientale e la storia dell’arte occidentale. Il brand, che integra l’essenza della cultura cinese nella moda contemporanea, anche con la FW25 porta motivi classici nel design di oggi. Così i ricami del periodo Qing, come il sole e le nuvole, che rappresentavano il potere imperiale, sono riletti in strati di organza semi-trasparente, che simulano la sensazione della luce solare che filtra attraverso le nuvole.

Il viaggio nella tradizione continua nelle valli del Guizhou: il motivo del tessuto di terra della minoranza Bouyei porta con sé il rispetto per la natura e il mondo; i motivi geometrici del broccato raccontano la migrazione e lo sviluppo della comunità; i motivi Miao esprimono la devozione verso gli antenati e gli spiriti. Nei villaggi Bouyei del Guizhou, ancora oggi i tessitori scelgono con cura il cotone di alta qualità coltivato localmente, che poi tessono con cura con complesse trame e intrecci, lasciando apparire gradualmente il motivo a spirale che simboleggia il ciclo della vita.

Gli artigiani del broccato utilizzano invece coloranti naturali raccolti dalle montagne. Durante il processo di tessitura combinano sapientemente i motivi geometrici che rappresentano le stelle, il sole e la luna, le montagne e i fiumi, riflettendo la comprensione e il rispetto della comunità per la natura. Infine le ricamatrici Miao ricamano farfalle e uccelli, simboli di libertà e speranza, sigillo di una collezione che ha come tema l’aurora. Una luce che dalle montagne del Guizhou arriva sulle passerelle milanesi, amplificando il suo messaggio di narrazione senza confini.

A HUI FONDATION DEBUTTA A MILANO CON
“THE WEAVING OF LIGHT”
UN PROGETTO DI ARTE TERAPEUTICA UNISCE LESCIURE MILANESI E GIOVANI CINESI
Hui non è solo un brand, ma una fondazione, fondata nel 2016 dalla designer Zhao Huizhou, che protegge e promuove il patrimonio culturale delle minoranze etniche, le tecniche artigiane e ancestrali della cultura cinese.

La stilista cinese con un master al Politecnico di Milano grazie alla sua passione per la contaminazione tra arte e moda ha fondato un brand che tiene insieme la bellezza classica orientale e l’eleganza della contemporaneità. Un credo che l’ha portata a dare vita al CENTENNIAL FASHION MUSEUM, dove ha raccolto tutti i tipi di opere d’arte collezionate nel tempo, dal proprio paese e all’estero. La sua costante ricerca della moda, della cultura tradizionale e del valore artistico le ha dato un’idea unica per presentare al pubblico il processo di evoluzione della cultura e della moda immateriali e per creare un museo della cultura e della storia della moda.

Grazie alla HUI FOUNDATION, il museo mette in mostra con successo i disegni di costumi d’epoca che vanno dalla dinastia Qing, al ricamo del patrimonio culturale immateriale delle minoranze etniche, al palcoscenico della Repubblica della Cina, all’istituzione della Repubblica popolare cinese, ai tempi di riforma e apertura, fino all’era moderna. “Hui – spiega la designer – è più di un semplice marchio, dal 2016 è anche una fondazione basata sulla protezione e promozione delle tecniche artigiane e ancestrali della cultura cinese e ha come obiettivo, attraverso l’arte e il design, quello di studiare progetti di benessere pubblico incentrati sulla riduzione della povertà e, in particolare, per migliorare la qualità della vita di donne e bambini”.

La Fondazione Hui incentiva infatti donazioni e organizza dei tour culturali per gli studenti, accompagnandoli nell’hinterland di Guizhou, andando nei villaggi fuori dalle mete turistiche, per entrare in contatto con la gente del luogo e vivere una vera e propria esperienza culturale. L’obiettivo è quello di creare delle relazioni: tra gli studenti che si arricchiscono spiritualmente della cultura dei luoghi visitati e gli abitanti di questi villaggi. Grazie a questi aiuti le donne locali hanno la possibilità di continuare a lavorare per non disperdere lo straordinario patrimonio di artigianalità e manualità che le rende uniche.

Oggi la fondazione debutta anche a Milano con un esperimento di arte terapeutica collettivo dal titolo “The Weaving of Light”, accompagnato dall’artista Yuan Yuan. In un’esperienza intergenerazionale e interculturale, Le Sciure dell’associazione “Coltivare la Città”, un gruppo di donne che da trent’anni contribuiscono al benessere collettivo, e giovani cinesi intrecciano insieme fili rossi su frammenti di antiche porcellane, trasformandoli in opere d’arte condivise. Il processo di tessitura e ricamo diventa così una forma di comunicazione intima, che riscalda e custodisce l’anima collettiva dell’umanità, creando connessioni fluide tra persone di età e culture diverse.

“Quando le nonne italiane e i ragazzi cinesi intrecciano insieme frammenti di ceramica, – sottolinea la designer – moda supera i confini nazionali e diventa un vero simbolo di integrazione culturale.
