A 25 anni di distanza dal cerchio magico del Piccolo Teatro Studio, sede storica delle sfilate Laura Biagiotti, torniamo a sfilare al perfetto Chiostro di Via Rovello che Ludovico il Moro impreziosì per farne dono a Cecilia Gallerani, ritratta da Leonardo Da Vinci nella celeberrima Dama con l’Ermellino. Un luogo dove trattenimenti intellettuali, concerti e feste richiamavano il ceto eletto dalla città.
Con questa scelta vorremmo ricordare “il salotto di Milano”, non solo di quegli anni lontani ma anche il legame profondo che la famiglia e il gruppo Biagiotti hanno sempre avuto con l’istituzione del Piccolo Teatro e le sue persone. Ed è con gratitudine ed in punta di piedi che portiamo la nostra visione creativa in questo contesto così fortemente evocativo.
Alla collezione Laura Biagiotti Autunno Inverno 25/26 abbiamo dato il titolo “Queen of Cashmere”, l’appellativo che Bernardine Morris, la mitica editorialista del New York Times, tributò a mia madre Laura e al nostro marchio per l’eccellenza e le sperimentazioni nelle lavorazioni di questo filato. La collezione è frutto di un intenso processo di ricerca nelle forme e nella lavorazione di materiali pregiati, in particolare del cashmere, protagonista al “quadrato”: dalla stampa a motivo “paisley”, ai cappotti in cashmere double, ai ricami, fino naturalmente al filato prezioso declinato in innumerevoli versioni. Lo Jacquard effetto 3D con il lurex riproduce il disegno cashmere sull’iconico abito Bambola dai volumi avvolgenti. Le nuove coste vengono realizzate in molteplici filati: mohair, cashmere, cashmere e seta.

























Nella nostra filosofia non è mai il corpo che si adatta all’abito, ma l’abito che si adatta al corpo. La forma sottolinea la silhouette, sempre confortevole, perché nella maglia non c’è mai costrizione, ma dona grande libertà di movimento. Le maxi-trecce definiscono l’abito con i bottoni, un vero passepartout, e si sciolgono fino a diventare nodi con un effetto torchon scolpito e tridimensionale.
La sinfonia dei naturali va in un crescendo d’autunno per cappotti dagli ampi volumi, blazer che sottolineano il punto vita e gonne godet, in double. La stampa-cashmere, ripresa da un disegno acquerellato degli archivi, decora abiti in seta leggerissimi e fluttuanti, con le ali. Micro bagliori, che ricordano le luci del Piccolo Teatro, accendono la maglieria, il paisley diventa anche un inedito e prezioso ricamo fatto a mano. Lavorazioni couture per gli abiti in tessuto duchesse che si ispirano al principesco guardaroba di Cecilia Gallerani.

La palette si apre con il bianco Biagiotti in composizione con il marrone testa di moro, si stende in tutti i toni neutri dall’alabastro al beige, si accende di lampi pastello che vanno dal rosa tea allo sherry, si intenerisce nei cappotti e nei completi di cashmere blu artico e carta da zucchero.
L’inverno più rigido si affronta con la “pelliccia” di cashmere nella sua versione con frange ad anello, o con quella ecologica nei toni del cashmere.
Lo stile “Queen of Cashmere” è definito anche dagli accessori. L’iconica LB Bag con il logo riprodotto nel manico si declina in tre versioni: mini con ricami di luce, demi in pelle nei colori della stagione mentre la maxi è in bianco Biagiotti. Foulard di seta che riproducono il motivo cashmere si annodano nei capelli. Leggere sfumature velano lo sguardo nei nuovi occhiali. Ai piedi decolleté, sling back e ballerine in raso e nappa con scollo rinascimentale.
Come scriveva il grande Maestro Giorgio Strehler: “Ricostruiamo su un palcoscenico magie, così raccontiamo favole, ma così colme di realtà e di consapevolezza, da trasformarsi per incanto in una vita vera. È questo il gioco che vogliamo giocare con voi.”
Lavinia Biagiotti Cigna
